Il dono della Fortezza

Filippesi 4, 13
Efesini 6, 10

Oggi contempliamo il dono della Fortezza, quel dono con cui il Signore sostiene la nostra debolezza e ci rende capaci di affrontare ciò che da soli non potremmo portare.

 1. Il seme che ha bisogno di forza

Gesù ci offre un’immagine luminosa: il seminatore che sparge la Parola. 

In questa parabola un seminatore esce a seminare; non tutto il seme che sparge, però, porta frutto. Quello che finisce sulla strada viene mangiato dagli uccelli; quello che cade sul terreno sassoso o in mezzo ai rovi germoglia, ma viene presto seccato dal sole o soffocato dalle spine. Solo quello che finisce sul terreno buono può crescere e dare frutto (cfr Mc 4,3-9 // Mt 13,3-9 // Lc 8,4-8).

Come Gesù stesso spiega ai suoi discepoli, questo seminatore rappresenta il Padre, che sparge abbondantemente il seme della sua Parola. Il seme, però, si scontra spesso con l’aridità del nostro cuore e, anche quando viene accolto, rischia di rimanere sterile.

Il seme è buono, ma il terreno spesso è arido, sassoso, soffocato da spine. 

Così è il nostro cuore: desideroso di Dio, ma fragile, incostante, facilmente scoraggiato.

Il dono della Fortezza è l’azione dello Spirito Santo che libera il terreno del nostro cuore, scioglie la durezza, dissolve paure e incertezze, e rende possibile ciò che la sola volontà umana non riuscirebbe a compiere, in modo che la Parola del Signore venga messa in pratica, in modo autentico e gioioso.

È un dono che permette alla Parola di diventare vita, non solo ascolto.

2. Virtù e dono: la differenza

La Fortezza è una delle quattro virtù cardinali: 

ci rende capaci di perseverare nel bene, di resistere alle difficoltà, di non cedere alla paura.

Il dono della Fortezza, invece, è qualcosa di più: 

è la forza stessa di Dio che entra nella nostra fragilità e la trasfigura. 

Non è solo “resistere”: è agire con coraggio soprannaturale, anche quando le circostanze sembrano impossibili.

La virtù si esercita. 

Il dono si riceve.

3. La Fortezza nei momenti straordinari

Nei momenti difficili e in situazioni estreme, il dono della Fortezza si manifesta in modo straordinario ed esemplare. È il caso di coloro che si trovano ad affrontare esperienze particolarmente dure e dolorose, che sconvolgono la loro vita e quella dei loro cari.

Ci sono situazioni in cui questo dono risplende in modo eroico: 

martiri, perseguitati, cristiani che testimoniano la fede pagando un prezzo altissimo. 

La Chiesa è piena di questi fratelli e sorelle che hanno preferito perdere tutto piuttosto che perdere Cristo. Pur di rimanere fedeli al Signore e al suo Vangelo, non hanno esitato a dare la propria vita.

Ma ci sono anche i santi nascosti, quelli che tu stesso conosci: 

genitori che portano avanti la famiglia con fedeltà, lavoratori che non cedono alla disperazione, persone che soffrono in silenzio ma non smettono di amare. 

Sono vite ordinarie illuminate da una forza straordinaria.

Papa Francesco afferma in proposito:

“Ringraziamo il Signore per questi cristiani che sono di una santità nascosta: è lo Spirito Santo che hanno dentro che li porta avanti! E ci farà bene pensare a questa gente: se loro fanno tutto questo, se loro possono farlo, perché non io? E ci farà bene anche chiedere al Signore che ci dia il dono della Fortezza.”

4. La Fortezza nella vita quotidiana

Questo dono non serve solo nei momenti eroici, bensì ogni giorno:

– quando la stanchezza ci pesa, 

– quando la preghiera sembra arida, 

– quando la carità costa, 

– quando la fede è messa alla prova, 

– quando la tentazione dello scoraggiamento si fa sentire.

In quei momenti, la frase di Paolo diventa un’ancora: 

“Tutto posso in colui che mi dà la forza”.

Non tutto posso da solo. 

Tutto posso in Lui.

Papa Francesco sottolinea infatti:

“In tutti i giorni della vita quotidiana dobbiamo essere forti, abbiamo bisogno di questa fortezza, per portare avanti la nostra vita, la nostra famiglia, la nostra fede. L’apostolo Paolo ha detto una frase che ci farà bene sentire: «Tutto posso in colui che mi dà la forza» (Fil 4,13). Quando affrontiamo la vita ordinaria, quando vengono le difficoltà, ricordiamo questo: «Tutto posso in colui che mi dà la forza». Il Signore dà la forza, sempre, non ce la fa mancare. Il Signore non ci prova più di quello che noi possiamo tollerare. Lui è sempre con noi. «Tutto posso in colui che mi dà la forza».

5. Perché abbiamo bisogno di questo dono

Il dono della Fortezza:

– sostiene la volontà quando vacilla, 

– dà coraggio nelle prove, 

– impedisce di cedere alla pigrizia spirituale, 

– mantiene viva la speranza, 

– rende possibile la fedeltà quotidiana, 

– trasforma la sofferenza in offerta, 

– dona pace anche nelle tempeste.

È la forza che non umilia, ma solleva. 

Non schiaccia, ma sostiene. 

Non indurisce, ma rende saldi.

6. Come accoglierlo

Per ricevere questo dono occorre:

umiltà: riconoscere la propria debolezza, il proprio essere piccolo davanti al Signore; 

preghiera: invocare lo Spirito Santo; 

perseveranza: non arrendersi alle prime difficoltà; 

fiducia: credere che Dio non abbandona mai; 

abbandono: lasciare che sia Lui a portare ciò che noi non riusciamo più a sostenere.

Il Signore non ci prova oltre le nostre forze: 

ci dà la forza per ogni prova.

7. La sua immagine più bella

Se il Consiglio è una bussola, la Fortezza è la roccia su cui appoggiarsi. 

È la mano di Dio che ci rialza quando cadiamo e ci dice: 

“Non temere, io sono con te”.

Terminiamo allora questa riflessione nuovamente con le parole di papa Francesco: 

“Cari amici, a volte possiamo essere tentati di lasciarci prendere dalla pigrizia o peggio dallo sconforto, soprattutto di fronte alle fatiche e alle prove della vita. In questi casi, non perdiamoci d’animo, invochiamo lo Spirito Santo, perché con il dono della Fortezza possa sollevare il nostro cuore e comunicare nuova forza ed entusiasmo alla nostra vita e alla nostra sequela di Gesù.”

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