Il dono dell’Intelletto

“Egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà,

secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito

per realizzarlo nella pienezza dei tempi:

il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra”.

Efesini 1, 9-10

Parliamo oggi del secondo dono dello Spirito Santo.

Il dono dell’Intelletto è quel lume della mente che ci aiuta ad addentrarci nella conoscenza delle cose soprannaturali.

Ci conduce alla verità di Dio e ad un equilibrato rapporto con Lui.                     

Se manca questo dono, subentrano errori che deviano il retto pensare e il giusto agire.

Papa Francesco ci spiega, parlando di questo dono:

Non si tratta qui dell’intelligenza umana, della capacità intellettuale di cui possiamo essere più o meno dotati.

È invece una grazia che solo lo Spirito Santo può infondere e che suscita nel cristiano la capacità di andare al di là dell’aspetto esterno della realtà e scrutare le profondità del pensiero di Dio e del suo disegno di salvezza.

Il vocabolo Intelletto etimologicamente deriva infatti dal latino: “intus legere”, che significa: “leggere dentro, guardare dentro”.

Con il dono dell’Intelletto non conosciamo la “parte esterna delle cose divine, ma questo dono ci porta all’intima essenza di esse.

La nostra mente si incontra con la verità di Dio, favorendo una fede incrollabile.

È lo sguardo interiore o meglio vedere le cose con l’occhio di Dio.

Come ci insegna ancora il Santo Padre: “Questo dono ci fa capire le cose come le capisce Dio, con l’intelligenza di Dio.

È il dono con cui lo Spirito Santo ci introduce nell’intimità con Dio e ci rende partecipi del disegno d’amore che Lui ha con noi.

Riprendendo un passo dell’Apostolo Paolo, che si rivolge alla comunità di Corinto, papa Francesco ci descrive gli effetti di questo dono in noi:

«Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano.

Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito» (1 Cor 2, 9-10).

“Questo ovviamente non significa che un cristiano possa comprendere ogni cosa e avere una conoscenza piena dei disegni di Dio:

tutto ciò rimane in attesa di manifestarsi in tutta la sua limpidezza quando ci troveremo al cospetto di Dio e saremo davvero una cosa sola con Lui.

Il dono dell’Intelletto perfeziona le virtù della fede e della speranza.

Attraverso questo dono, la fede e la sua sorella speranza giungono al loro pieno e perfetto sviluppo.

Una speranza gioiosa, insieme a una fede certa, sono frutto del dono dell’Intelletto, che facilita la comprensione della Parola di Dio, della teologia e di tutta la verità.

Papa Francesco a questo proposito afferma: “È chiaro allora che il dono dell’intelletto è strettamente connesso alla fede.

Quando lo Spirito Santo abita nel nostro cuore e illumina la nostra mente, ci fa crescere giorno dopo giorno nella comprensione di quello che il Signore ha detto e ha compiuto.

Lo stesso Gesù ha detto ai suoi discepoli: io vi invierò lo Spirito Santo e Lui vi farà capire tutto quello che io vi ho insegnato.

Capire gli insegnamenti di Gesù, capire la sua Parola, capire il Vangelo, capire la Parola di Dio.

Uno può leggere il Vangelo e capire qualcosa, ma se noi leggiamo il Vangelo con questo dono dello Spirito Santo possiamo capire la profondità delle parole di Dio”.

Grazie dunque al dono dell’Intelletto comprendiamo la Parola di Dio, cogliamo il senso profondo delle Sacre Scritture.

Allo stesso modo con questo dono possiamo capire fino in fondo il dono dell’Eucarestia.

Con un semplice sguardo possiamo infatti cogliere la presenza di Dio, al di là delle apparenze del pane e del vino.

Questo dono dello Spirito Santo ci permette inoltre di individuare la presenza di Dio in tanti avvenimenti, che sembrerebbero del tutto casuali.

Quante volte ci è capitato! Non non sono coincidenze, ma come le chiamo io sono “Cristoincidenze” o “Dioincindenze”.

Con questo dono si riesce a vedere Dio in ogni cosa e al di là di tutte le cose.

L’Intelletto mette al centro la Parola di Dio e alla sua luce vengono relativizzate le proprie idee e tutte le invenzioni umane.

Svaniscono le false immaginazioni e le illusioni dell’amor proprio, cadono le nostre false sicurezze e si rimane solidamente ancorati alla vera fede.

Il traguardo del dono dell’Intelletto è condurci alla contemplazione semplice e pura della bellezza e della dolcezza di Dio.

Già in questa vita vedremo la gioia della visione celeste.

Concludiamo ancora con le parole del Pontefice, papa Francesco, su questo tema:

“C’è un episodio del Vangelo di Luca che esprime molto bene la profondità e la forza di questo dono.

Dopo aver assistito alla morte in croce e alla sepoltura di Gesù, due suoi discepoli, delusi e affranti, se ne vanno da Gerusalemme e ritornano al loro villaggio di nome Emmaus.

Mentre sono in cammino, Gesù risorto si affianca e comincia a parlare con loro, ma i loro occhi, velati dalla tristezza e dalla disperazione, non sono in grado di riconoscerlo.

Gesù cammina con loro, ma loro sono tanto tristi, tanto disperati, che non lo riconoscono.

Quando però il Signore spiega loro le Scritture, perché comprendano che Lui doveva soffrire e morire per poi risorgere, le loro menti si aprono e nei loro cuori si riaccende la speranza (cfr Lc 24, 13-27).

E questo è quello che fa lo Spirito Santo con noi: ci apre la mente, ci apre per capire meglio, per capire meglio le cose di Dio, le cose umane, le situazioni, tutte le cose.

È importante il dono dell’intelletto per la nostra vita cristiana.

Chiediamolo al Signore, che ci dia, che dia a tutti noi questo dono per capire, come capisce Lui, le cose che accadono e per capire, soprattutto, la Parola di Dio nel Vangelo”.

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